Alla fine del ponte Nuovo, si imbocca a sinistra una scala che porta al Museo, dove sono esposti i reperti provenienti dagli scavi della provincia. Il primo nucleo si è costituito negli anni ’60 (1955/’60), per iniziativa di Antonio Di Vita. La prima sala è dedicata alle stazioni preistoriche e le didascalie illustrano il complesso paleolitico di Fontana Nuova a Marina di Ragusa. Le ceramiche esposte nelle vetrine risalgono al periodo di Stentinello , per le incisioni, e a quello tardo-neolitico di Diana. Sono cospicue le tracce della prima età del bronzo, la cosiddetta civiltà di Castelluccio (sec. XIX-XIV a.C.). Sono evidenziati i percorsi lungo le valli dell’Anapo, del Dirillo, dell’Irminio e dell’Ippari e, nella stessa sala, sono esposti i reperti trovati nelle necropoli di Passo Marinaro e di Scoglitti, costituiti soprattutto da anfore decorate del V secolo a. C., vasi attici.

Interessanti alcune immagini raffiguranti scene di lotta tra Eracle e il leone Nemeo, quelle tra la dea Athena e un atleta e quelle in cui si vede Dionisio di fronte ad una figura femminile tra due sileni.

Nella sala successiva troviamo esemplari di monete di Camarina e grandi anfore arcaiche, corinzie, attiche, etrusche, cartaginesi, usate per trasportare prodotti alimentari e per le inumazioni.

La terza sezione è dedicata ai centri indigeni, in particolare al piccolo villaggio di Monte Casasia, a nord di Ragusa, vera fortezza, esplorata nel 1966. Notevole, poi, la varietà di terrecotte, di cui fa parte una statuetta di Athena con elmo attico.

Interessanti i materiali del periodo tardo-romano, provenienti da Kaucana e dal suo retroterra..Sempre in questa sezione si vede la ricostruzione di pavimenti di una chiesetta bizantina di Santa Croce Camerina e di mosaici di una basilica bizantina del V sec. d. C., rinvenuta a Caucana nel 1962.

L’ultima sezione del Museo è dedicata a numerosi reperti di diversa e non sempre precisa provenienza, tra cui il “Guerriero di Castiglione”, un pezzo di notevole valore, che è stato in mostra anche al Museo di Berlino, un bassorilievo ricavato da una sola lastra di calcare locale. Probabilmente è databile tra la fine del VII e il primo quarto del VI sec. a. C.

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