Il Duomo di San Giorgio è stato edificato sulla preesistente chiesa di S. Nicola, dopo il terremoto del 1693, su progetto di Rosario Gagliardi, architetto siracusano, nel 1738 e completato intorno al1744.

La Chiesa ha l’asse prospettico divergente rispetto alla direttrice della piazza e ciò, dal punto di vista scenografico, permette di vedere la cupola dalla parte opposta della piazza.

Ancora più suggestiva è l’alta scalinata, sempre in posizione divergente rispetto alla piazza, delimitata da una ringhiera in ferro, una pesante cancellata, opera di Angelo Paradiso, un abile artigiano di Acireale, che la realizzò nel 1690.

La spinta ascensionale del corpo centrale culmina nella cella campanaria, che svetta in alto. Arricchito da una cupola, in stile neo classico, alta 43 metri, sostenuta da 16 colonne binate, opera del capomastro Carmelo Cutraro (1820), il Duomo o meglio il Tempio, appare ancor più spettacolare.

Il Duomo, su pianta a croce latina, è a tre navate, su pilastri culminanti a capitelli corinzi , ha una profonda abside che presenta vetrate decorate, istoriate nel 1926 su disegni di Elena Panigatti e rappresentanti i martirî di S. Giorgio. Nelle Cappelle laterali si trovano pregevoli tele, tra cui quelle dell’Immacolata e dell’Angelo Custode, del pittore Vito D’Anna e il “S. Giorgio” e il “Riposo in Egitto” di Dario Guerci.

Nella navata sinistra, presso il transetto, si trova la lapide del conte Bernardo Caprera. Oltre a paramenti sacri, ostensorio in oro, smalti policromi, busti d’argento di Santi, il Duomo possiede la “Santa Cassa”, un’arca-reliquiario in argento.

La Piazza del Duomo, di forma irregolare e in leggera pendenza, è circondata da bei palazzi classici e barocchi, tra cui spicca il palazzo Arezzi, con un magnifico arco, ed è ravvivata da verdi palme, che le conferiscono un aspetto esotico.

La porta del campanile, una volta, era lasciata aperta, per cui chiunque vi poteva salire. La cella campanaria era sempre affollata di giovani irruenti e spesso violenti, che facevano a gara , con parolacce, minacce, risse e bestemmie, a chi suonava meglio la campana, sfidandosi a vicenda e strappandosi la corda dalle mani. Finalmente, quando le campane furono elettrificate, finirono le risse e gli antagonismi.

La statua di S. Giorgio è opera dei Fratelli Bagnasco di Palermo

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